Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

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Le Cascate

I Monti della Laga costituiscono un gruppo montuoso unico in Appennino per le sue caratteristiche geologiche

A differenza della gran parte delle altre montagne, i Monti della Laga, che raggiungono la rilevante altezza di 2458 metri sul Monte Gorzano, sono costituiti in prevalenza di arenarie e marne. Questa particolare litologia determina la morfologia del complesso montuoso, le cui cime si presentano più arrotondate, con numerose valli incise e profonde. Il substrato geologico condiziona anche la vegetazione, in quanto, a differenza dei calcari, sulle arenarie si insediano comunità vegetali tipicamente acidofile, come i pascoli a nardo (Nardus stricta), i castagneti, le boscaglie di pioppo tremulo (Populus tremula), i ginestreti a ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius) o le brughiere a mirtillo.
Queste rocce sono fortemente impermeabili, per cui l'acqua piovana non penetra nel sottosuolo, come avviene sulle montagne calcaree dove sono evidenti i fenomeni carsici. Di conseguenza, i Monti della Laga sono straordinariamente ricchi di acque che scorrono impetuose in superficie, raccogliendosi in rivoli, ruscelli, torrenti e fiumi che precipitano a valle, formando decine di splendide e suggestive cascate e salti d'acqua.
Le cascate più spettacolari della Laga, imponenti e fragorose meraviglie della natura, sono quelle della Prata, della Volpara, della Morricana, delle Barche, della Cavata, delle Cento Fonti, della Fiumata, dell'Ortanza, di Padula, e tante altre ancora che in inverno, ghiacciate, offrono uno spettacolo di incomparabile emozione.
Le cascate, oltre che per il loro indubbio valore estetico e geomorfologico, costituiscono anche un ambiente naturale del tutto peculiare. Sugli scivoli d'acqua, infatti, si addensano muschi e felci, in particolare il capelvenere (Adiantum capillus-veneris), su cui si deposita, grazie a un particolare processo chimico, il calcare sciolto nell'acqua, dando così vita a una roccia porosa e leggera, il travertino, localmente nota come spugna.
Nelle zone raggiunte dagli spruzzi d'acqua, poi, si sviluppa una flora caratteristica costituita, tra le altre specie, dall'erba unta, la parnassia (Parnassia palustris), la sassifraga gialla (Saxifraga aizoides), il cardo giallastro (Cirsium oleraceum).
Tra le specie animali che frequentano questi ambienti ricchi di fascino, troviamo il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus), che spesso costruisce il suo nido proprio sotto la cascata, e la ballerina gialla (Motacilla cinerea). Gli specchi d'acqua che si formano immediatamente sotto le cascate costituiscono l'ambiente riproduttivo ideale per molte specie di anfibi.
Un fenomeno tipico dei Monti della Laga è rappresentato dagli scivoli d'acqua, ossia pendici denudate di roccia affiorante su cui scorre un sottile velo d'acqua. Si tratta di ambienti caratterizzati da un'estrema scivolosità e, quindi, fortemente insidiosi, da attraversare, ove necessario, impiegando massima cautela e prudenza.

Altre informazioni

Cascata delle Barche
 
Cascata del Rio Arno
 
Fiume Vomano
 
Gole del Salinello
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