Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Benvenuti nella biodiversità
Roccacalascio (M. Anselmi)
Home » Territorio e Natura » Territorio » Gli Habitat

Il Ghiacciaio del Calderone

Il Corno Grande (m. 2912) del Gran Sasso d'Italia, il monte più elevato dell'Appennino, è una specie di castello, con le sue quattro cime (Vetta Occidentale, Torrione Cambi, Vetta Centrale e Vetta Orientale) che, a mo' di bastioni, proteggono l'interno dal calore del sole: è l'ombrosa e fredda conca del Calderone.
In questa gelida e riparata conca esposta a settentrione, è racchiuso il ghiacciaio più meridionale d'Europa, dopo il completo scioglimento di quello della Sierra Nevada in Spagna.
Anche se di dimensioni ridotte, con circa cinque ettari di superficie, il Calderone presenta tutte le caratteristiche morfologiche tipiche dei ghiacciai, come crepacci longitudinali e trasversali, morene laterali e frontali; quando le estati sono particolarmente calde e la neve si scioglie del tutto, tra luglio e agosto, esso si presenta pressoché completamente coperto dai detriti che costituiscono la morena superficiale, una specie di till che contribuisce, comunque, a proteggerlo dalla fusione.
Il Ghiacciaio del Calderone costituisce una vera rarità climatica, essendo posto tra i 2800 e i 2680 metri di altitudine, quando il limite delle nevi perenni è stimato, sul Gran Sasso, a circa 3100 metri di quota. Esso rappresenta l'ultimo residuo dei grandi ghiacciai dei periodi glaciali del Quaternario, quando, a causa delle rigidissime temperature, estese e cospicue lingue di ghiaccio scendevano nelle valli del Chiarino, del Venacquaro, delle Cornacchie, nella Val Maone, a Campo Imperatore. Gli antichi ghiacciai si spingevano fino a circa 1200-1500 metri di quota, lasciando numerosi segni del loro passaggio sul territorio, tuttora molto evidenti. Queste tracce sono le morene frontali abbandonate al loro ritiro circa quindicimila anni fa, col sensibile rialzo delle temperature, come lo spettacolare anfiteatro delle Coppe di Santo Stefano a Campo Imperatore, oppure le rocce montonate di Campo Pericoli, del Venacquaro, del Vallone delle Cornacchie, della Val Chiarino. Numerose sono anche le valli scavate dagli antichi ghiacciai come sulla Scindarella (m. 2233), Campo Pericoli, Venacquaro e così via. Nella valle glaciale della Conca del Sambuco, su Pizzo Intermesoli (m. 2635), a ricordo dell'antico ghiacciaio è rimasto un piccolo nevaio perenne.
A monte del Rifugio Franchetti, infine, sono visibili le rocce striate, "graffiate" dai detriti trasportati dai ghiacci e le più recenti morene appenniniche lasciate dal Ghiacciaio del Calderone durante la sua ultima significativa espansione, avvenuta circa quattrocento anni fa, nel corso della "Piccola Età Glaciale".
Fioritura di Crochi a Campo Imperatore
Netpartner: Parks.it
© 2017 - Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga via Del Convento,1 - 67010 Assergi (AQ)
Tel. 0862/60521 Fax 0862/606675 - E-mail: ente@gransassolagapark.it - Posta certificata - P.Iva 01439320662
Privacy - Note legali - Elenco Siti tematici - Note per la Fatturazione Elettronica