Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Benvenuti nella biodiversità
Roccacalascio (M. Anselmi)
Home » Territorio e Natura » Fauna

Gli insetti

L'entomofauna del Parco

L'entomofauna del Parco è molto ricca ed è costituita sia da specie comuni, sia da specie rare, endemiche e relitte. Le prime sono quelle legate ad habitat particolari o entità botaniche non comuni, come ad esempio Barbitistes yersini, una cavalletta che è distribuita lungo le coste dalmate, mentre in Italia è presente solo in poche località del Friuli Venezia Giulia e dell'Appennino centrale. Le specie endemiche sono quelle esclusive di un territorio come ad esempio Otiorhynchus abruzzensis, un coleottero Curculionide esclusivo del Gran Sasso, che vive ad alta quota (1880 - 2400 m) ed ha colonizzato la nostra Penisola durante l'Era Quaternaria. Tra le specie relitte, alcune cavallette appartenenti ai generi Podisma e Italopodisma, che vivono nel Parco a quote comprese tra i 1800 e i 2400 m.
La categoria che più di tutte attira l'attenzione dei naturalisti è sicuramente quella delle farfalle. Attraversando la Valle del Chiarino è facile incontrare nuvole di Licenidi (Polyommatus bellargus, Plolyommatus coridon) dalle ali azzurre che si raccolgono intorno alle pozze d'acqua per dissetarsi. Tra i Ninfalidi ricordiamo la Vanessa dell'ortica (Aglais urticae), specie caratteristica delle praterie e dei pascoli montani). Ai Pieridi appartengono le comuni Cavolaie (Pieris brassicae e Pieris rapae), come pure la Cedronella (Gonepteryx rhamni) dal colore giallo limone. Molto vistosi sono gli Zigenidi (Zygaena filipendulae, Z. transalpina, Z. purpuralis) che con la loro colorazione nera a macchie rosse mettono in guardia i loro predatori.
Nei boschi misti, soprattutto a Querce e Castagno, gli insetti più visibili sono i Coleotteri ed i Lepidotteri, anche se esistono numerose specie, meno visibili, che vivono nel suolo, sotto le pietre, nei tronchi e nei ceppi marcescenti. Un elemento caratteristico delle antiche faggete del Parco è la Rosalia alpina, un Coleottero Cerambicide dal colore azzurro chiaro con tre grandi macchie nere vellutate sulle elitre (ali anteriori), legato al legno morto e marcescente sia nello stadio larvale sia adulto. Tra i Coleotteri si segnalano insetti molto vistosi sono i Carabidi come il Carabus cavernosus, con elitre scure e fortemente punteggiate ed il Carabus violaceus, specie caratteristica per i riflessi violacei delle elitre; entrambe queste specie si possono osservare nelle ore crepuscolari.
Molte delle specie di insetti presenti sui Monti del Gran Sasso e della Laga sono incluse nella "Direttiva Habitat" 92/43/CEE.
Tra le Farfalle viene citata Parnassius apollo, dalle ali bianche con macchie nere sulle ali anteriori e macchie rosse ocellate sulle ali posteriori. Gli adulti volano sui versanti rocciosi del Gran Sasso fino a 1800 metri di quota.
Di notevole interesse scientifico e naturalistico sono gli insetti degli ambienti acquatici, tra i quali troviamo gli Efemerotteri, rappresentati in Abruzzo dal genere Baetis, caratteristici per la breve durata dello stadio adulto; tra i Plecotteri ricordiamo Isoperla saccai, specie tipica di acque di sorgente particolarmente ossigenate; tra i Ditteri il gruppo più conosciuto è quello dei Simulidi con il genere Prosimulium, insetti dannosi per le punture che infliggono al bestiame. Poco conosciuti perché vivono in acqua fino a quando non diventano adulti e sfarfallano nell'aria sono i Tricotteri, con le larve racchiuse in astucci costruiti con pietruzze e piccoli vegetali. Di abitudini prevalentemente notturne, i Tricotteri si chiamano così per il fatto di avere le ali rivestite o frangiate di peli. L'astuccio protettivo vegetale è caratteristico di Allogamus ausoniae, vero maestro nell'intrecciare foglie e steli che vive in alcuni fiumi del Parco come il Tirino, il Vera ed il Vomano. Un tricottero che non si accontenta di costruirsi un fodero, ma ha deciso di copiare le chiocciole è Helicopsyche sperata, anch'essa presente nel fiume Vomano. Questa specie si è adattata perfino ad arrotolarsi a spirale in un fodero a forma di chiocciola pur di viverci dentro.

 (Da: A.M. Zuppa e M. Di Francesco in Biodiversità Italiana, N. 3, anno 2010)
Rosalia alpina
 
Parnassus apollo
 
Bruco di Cucullia verbasci
 
Larva di lepidottero
 
Syntomis phegea
Netpartner: Parks.it
© 2017 - Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga via Del Convento,1 - 67010 Assergi (AQ)
Tel. 0862/60521 Fax 0862/606675 - E-mail: ente@gransassolagapark.it - Posta certificata - P.Iva 01439320662
Privacy - Note legali - Elenco Siti tematici - Note per la Fatturazione Elettronica